La spesa di Maggio


Maggio era il terzo mese dell'anno del calendario di Romolo, poi riformato da Numa Pompilio con l'aggiunta di gennaio e febbraio. I Romani lo associavano ad Apollo mentre i Celti al "fuoco luminoso", metafora del risveglio della natura. L'altro elemento centrale era la Terra, intesa come Madre Natura e identificata con la dea Maia, dalla cui radice latina, Maius, si pensa possa essere derivato il termine "maggio". Ad essa erano collegate numerose feste (come i Floralia romani) e riti legati alla fertilità della terra. Protagonisti assoluti di quelle manifestazioni erano i fiori, che antiche popolazioni italiche festeggiavano nel Calendimaggio (intorno al 1° del mese), ancor oggi in uso in diverse località del nord Italia. A quelle tradizioni si richiamò la Chiesa dedicando il mese alla Madonna, e in generale alla figura della mamma, e sostituendo il biancospino, fiore simbolo della dea romana Maius, con la rosa associata alla figura della Vergine. Accettiamo i cambiamenti assecondando il nostro organismo; partiamo dall’aspetto alimentare per far si che gli ingranaggi interni del corpo possano fare il proprio lavoro. Come verdura scegliamo asparagi, barbabietole, bardana, bietole, borragine, broccoli, carote, cavolfiori, cavoli capuccio, cavoli verza, cicoria e cicorini, cipolle, erba cipollina, crescione, daikon, finocchi, indivia, lattuga, malva, ortica, porri, portulaca, rapanelli, rape, sedano, spinaci, tarassaco, valerianella. Per la frutta gustiamo ciliegie, fragole, nespole.

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